Ogni tanto sbaglio...
ed ogni volta mi trovo sempre piu' lontano dal sole. sott'acqua. nell'oceano. e ogni volta guardo in altro e vedo la luce sempre piu' fioca.
nella mia vita ho sempre cercato di andare verso il fondo. verso un'obbiettivo che vedevo nella mia mente. un obbiettivo di perfezione, di giustizia, di realizzazione. ed ho sempre perso di vista lo sguardo di supporto e di solidarieta' che incontravo in quello che avevo accanto.
Ogni tanto sbaglio...
e forse piu' spesso degli altri.
Sbaglio con le persone, sbaglio con me stesso, sbalgio nelle situazioni...sbaglio ogni cosa che si possa sbagliare.
Si dice che sia umano...me allora dovrebbe anche essere umano il sentirsi cosi male come capita a me ogni volta che mi accorgo di aver scelto la via sbagliata.
Ogni tanto sbaglio...
ed e' giusto che sia cosi...perche'...e non credo sia una cosa solo mia...sbaglio soprattutto per colpa mia...di nessun altro...solo mia...
perche' gli sbagli che fai sono solo una tua responsabilita'...e anche se cerco di nascondermi dietro ad un filo fatto di circostanze avverse, troppo sottile per reggere il peso delle cose, alla fine devo ammetterlo, dentro di me, solo dentro di me. al buio della notte. al buio dei miei pensieri. al buio dell'onesta' che si manifesta come un fantasma solo quando ogni altra luce di razionalita' si spegne: IO ho sbagliato.
Ogni tanto sbaglio...
ed a volte riesco a perdonarmelo...ma la maggior parte delle volte no. non ci riesco.
e' la mia onesta' intellettuale che me lo vieta. e me lo vieta sopratutto quando sbaglio con le persone. facendole soffrire...negando loro anche quel poco che chiedono, implicitamente, con sguardi, parole, gesti...ma sopratutto non riesco a perdonarmelo quando ferisco le persone in nome di quella spietata legge morale che si chiama orgoglio. diavolo tentatore nel cui nome tutto sacrifichi...solo per dimostrare a te stesso che sei migliore degli altri. ma non appena impugni la spada per combattere questa santa crociata di egoismo, hai gia' perso.
ma c'e' un momento in cui potresti sistemare tutto. tutto...ma nessuno ci riesce mai. perche' quel momento dura troppo poco. ma devi coglierlo, altrimenti passa per sempre...e amicizie di una vita si possono sgretolare come argilla al sole. amori e rapporti crollano come castelli di sabbia al vento.
ma e' cosi facile riconoscere quel momento. il momento in cui sai che hai appena detto o fatto qualcosa di sbagliato, e l'altra persona ti guarda negli occhi. e vedi piano che le linee dei suoi occhi cambiano, le linee della bocca cambiano, la luminosita' del viso cambia e poi svanisce...e tutto quello di cui ha bisogno in quel momento e' che tu dica una sola cosa. SCUSA. nient'altro. scusa. solo questo. una parola basterebbe a salvare tutto, a togliere quel macigno dal cuore della persona che per te ha fatto e dato tanto e che in silenzio nel buio non ha mai chiesto nulla. ma anche quel nulla glielo hai negato. scusa. cinque lettere. un altra vita. ammettere e correggere i proprio sbagli e' la lezione piu' grande che una persona possa mai imparare nella vita.
Ogni tanto sbaglio...
e ogni tanto correggo i miei sbagli...perche' piano piano ho imparato. a mie spese. come e' giusto che sia. soffrendo. come e' giusto che sia. piangendo. come e' giusto che sia. sperando di poter tornare indietro e riparare. ma non si puo'.
ho sacrificato tutto in nome dell'orgoglio e della superbia...sentendomi migliore degli altri. ma piano piano ho capito. i pirati mi hanno insegnato che non e' cosi. e che l'unico modo di dimostrare il proprio valore e' di chiedere scusa in ginocchio. con umilta'. pentendosi e sperando nel perdono delle persone che hai ferito. perdono che non puo' non arrivare. che deve arrivare. e che sempre arriva.
perche' nulla si nega al volto sublime dell'onesta'. mai nessuno ha meritato il dolore che gli ho inferto. e mai io ho meritato il perdono per quello che ho fatto. ma ogni volta le persone hanno dimostrato di essere migliori di me concedendomi quello che desideravo ma che non meritavo di ottenere.
Ogni tanto sbaglio...
e ogni volta provo imbarazzo nell'accettare con le lacrime agli occhi il sorriso consolatore dell' amico, del fratello, della donna, dei miei genitori, di tutti colo che ho ferito e che non lo meritavano.
ho imparato a chiedere scusa. col cuore. con le labbra. con gli occhi...
ed ogni volta che chiudo gli occhi, rivedo gli sguardi di quelle persone. prego di poter risolvere le cose. ma a volta il tempo ha cambiato tutto. le dune di sabbia della vita sono state cambiate dal vento. che passa. e tutto copre. e tutto cambia. e quando trovi la forza, il coraggio, le parole per prendere in mano la situazione e risolvere tutto, trovi nuove dune, nuova sabbia e nuovo vento. che ti scorre fra i capelli e ti ricorda che forse il vero sbaglio e' stao aspettare tutto quesl tempo...
Ogni tanto sbaglio...
ma quando penso a tutto quello che ho perso nella discesa fra gli abissi anche la poca luce che vedo sopra di me mi scalda il cuore. e mi convince che non posso raggiungere cio' che nei miei sogni giace in fondo all'oceano senza l'aiuto delle persone che in silenzio vogliono aiutarmi.
Ogni tanto sbaglio...
ma vi giusrto che non sbaglio di certo adesso che torno verso la superficie a cercare aiuto per scendere di nuovo. in silenzio. con il cuore in mano.
martedì 6 marzo 2007
CAPITOLO 3 : I pirati di Monkey Island...
Quando ero piccolo sognavo di diventare grande.
Ma non avevo paura...Osservavo incuriosito le formiche camminare cosi ordinatamente in fila e cercavo di afferrare le nuvole con le mani...
Non ero impaurito...cosa puo' avere da temere un bambino avvolto da quello scudo impenetrabile di amore che lo circonda...
Ma questo non vuol dire che non provavo dolore o sofferenza o angoscia...
Non ne ho memoria...non potrei averne...ma lo sento. Sento di aver provato tutto questo.
Perche' la sofferenza piu' grande che un bambino puo' provare e' che gli voli via il suo palloncino preferito.
Quando ero piccolo sognavo di diventare grande.
E guardavo le mie macchinine, i miei palloncini, i miei soldatini con gli occhi lucidi, pieni di gioia di vivere. Perche' quando ero piccolo vivere era la cosa piu' bella del mondo.
Piano piano pero' sono cresciuto. Ed ho cominciato a provare paura. Paura di non capire. Di nient'altro. Solo di non capire.
Di non capire cosa mi succedeva, quello che accadeva intorno a me.
Ho cominciato a provare l'angoscia per l'ignoto. Angoscia per non capire cosa realmente significasse diventare grande. Andare incontro a responsabilita' che non volevo, che non avevo chiesto.
Ho provato paura perche' non avevo le risposte alle domande che mi facevo. Non che adesso le abbia...ma quando sei piccolo e' dutto diverso. Ti aspetti sempre che qualcuno si occupi di tutto quello che ti riguarda...e poi...e poi non e' piu' cosi. piano piano. come un ghiacciao che si muove. piano. ma inesorabile. cosi passa il tempo. e come se fosse un pittore ti cambia i colori. ridisegna tutto quello che hai sempre conosciuto, giorno dopo giorno...e tu non riconosci piu' il tuo bel quadro. quello dentro cui hai vissuto fino a quel giorno. quel quadro che giorno dopo giorno cambia lasciando solo uno sbiadito ricordo di lin ee una volta familiari.
E smetti di piangere perche' il tuo palloncino vola via...ma piangi perche' pensi che tutto il resto volera' via. e rimarrai solo. senza palloncini.
Quando ero piccolo sognavo di diventare grande.
Poi sono cresciuto un po' alla volta. ed il pittore pazzo ha continuato ha cambiare i colori del mio quadro, ma io ho cominciato piano piano a comprenderne l'arte. a convivere con la paura di vedere nuove linee, nuove forme, nuovi colori prendere vita e circondarmi. Parlare. Capire. Confrontarmi. Questa e' stata l'arma che mi ha aiutato a tenere un po' piu' lontano l'uomo nero, la paura del buio, la solitudine e l'angoscia di pomeriggi passati a casa a fissare la finestra. mentre fuori il mondo andava avnti, fiero e pieno di risposte che mi celava dietro ogni forma. Questo e' stao quello che mi ha risolllevato quando il non avere risposte sembrava il piu' grande dilemma della mia vita. Ed' e' questa la meraviglia della vita. Da piccolo ogni "frase" non ha una risposta. Il tuo campionario di risposte alla vita e' cosi limitato che non sai mai cosa devi fare. Ma piano piano la tua esperienza si accresce. per ogni piccola e insignificante cosa che fai. che impari. che vedi. che annusi. le formiche, le nuvole, i giochi, le cadute, il dolore, la paura di riprovarlo, l'angoscia, l'amore...ti arricchiscono ogni giorno e piano piano cominci a capire che ci sono le risposte alla vita. che i pirati quando ti aggrediscono possono essere respinti...che hai le armmi per rispondere alle loro provocazioni. E che le lezioni che impari ti serviranno per sempre.
E il palloncino continua a volare. ma tu sai cosa devi fare...comprarne un altro.
Quando ero piccolo sognavo di diventare grande.
Adesso lo sono diventato. Perlomeno di eta'. Ho acquisito molta esperienza. E oggi l'uomo nero non mi fa piu' paura...e nemmeno il pittore...adesso amo il vedere le linee e i colori che cambiano davanti ai miei occhi...e resto meravigliato e con gli occhi lucidi ad osservare le formiche e le mie lacrime sulla tastiera...
e se c'e' una lezione che ho imparato e' che adesso posso decidere senza paura di lasciar andare il palloncino...
Ma non avevo paura...Osservavo incuriosito le formiche camminare cosi ordinatamente in fila e cercavo di afferrare le nuvole con le mani...
Non ero impaurito...cosa puo' avere da temere un bambino avvolto da quello scudo impenetrabile di amore che lo circonda...
Ma questo non vuol dire che non provavo dolore o sofferenza o angoscia...
Non ne ho memoria...non potrei averne...ma lo sento. Sento di aver provato tutto questo.
Perche' la sofferenza piu' grande che un bambino puo' provare e' che gli voli via il suo palloncino preferito.
Quando ero piccolo sognavo di diventare grande.
E guardavo le mie macchinine, i miei palloncini, i miei soldatini con gli occhi lucidi, pieni di gioia di vivere. Perche' quando ero piccolo vivere era la cosa piu' bella del mondo.
Piano piano pero' sono cresciuto. Ed ho cominciato a provare paura. Paura di non capire. Di nient'altro. Solo di non capire.
Di non capire cosa mi succedeva, quello che accadeva intorno a me.
Ho cominciato a provare l'angoscia per l'ignoto. Angoscia per non capire cosa realmente significasse diventare grande. Andare incontro a responsabilita' che non volevo, che non avevo chiesto.
Ho provato paura perche' non avevo le risposte alle domande che mi facevo. Non che adesso le abbia...ma quando sei piccolo e' dutto diverso. Ti aspetti sempre che qualcuno si occupi di tutto quello che ti riguarda...e poi...e poi non e' piu' cosi. piano piano. come un ghiacciao che si muove. piano. ma inesorabile. cosi passa il tempo. e come se fosse un pittore ti cambia i colori. ridisegna tutto quello che hai sempre conosciuto, giorno dopo giorno...e tu non riconosci piu' il tuo bel quadro. quello dentro cui hai vissuto fino a quel giorno. quel quadro che giorno dopo giorno cambia lasciando solo uno sbiadito ricordo di lin ee una volta familiari.
E smetti di piangere perche' il tuo palloncino vola via...ma piangi perche' pensi che tutto il resto volera' via. e rimarrai solo. senza palloncini.
Quando ero piccolo sognavo di diventare grande.
Poi sono cresciuto un po' alla volta. ed il pittore pazzo ha continuato ha cambiare i colori del mio quadro, ma io ho cominciato piano piano a comprenderne l'arte. a convivere con la paura di vedere nuove linee, nuove forme, nuovi colori prendere vita e circondarmi. Parlare. Capire. Confrontarmi. Questa e' stata l'arma che mi ha aiutato a tenere un po' piu' lontano l'uomo nero, la paura del buio, la solitudine e l'angoscia di pomeriggi passati a casa a fissare la finestra. mentre fuori il mondo andava avnti, fiero e pieno di risposte che mi celava dietro ogni forma. Questo e' stao quello che mi ha risolllevato quando il non avere risposte sembrava il piu' grande dilemma della mia vita. Ed' e' questa la meraviglia della vita. Da piccolo ogni "frase" non ha una risposta. Il tuo campionario di risposte alla vita e' cosi limitato che non sai mai cosa devi fare. Ma piano piano la tua esperienza si accresce. per ogni piccola e insignificante cosa che fai. che impari. che vedi. che annusi. le formiche, le nuvole, i giochi, le cadute, il dolore, la paura di riprovarlo, l'angoscia, l'amore...ti arricchiscono ogni giorno e piano piano cominci a capire che ci sono le risposte alla vita. che i pirati quando ti aggrediscono possono essere respinti...che hai le armmi per rispondere alle loro provocazioni. E che le lezioni che impari ti serviranno per sempre.
E il palloncino continua a volare. ma tu sai cosa devi fare...comprarne un altro.
Quando ero piccolo sognavo di diventare grande.
Adesso lo sono diventato. Perlomeno di eta'. Ho acquisito molta esperienza. E oggi l'uomo nero non mi fa piu' paura...e nemmeno il pittore...adesso amo il vedere le linee e i colori che cambiano davanti ai miei occhi...e resto meravigliato e con gli occhi lucidi ad osservare le formiche e le mie lacrime sulla tastiera...
e se c'e' una lezione che ho imparato e' che adesso posso decidere senza paura di lasciar andare il palloncino...
CAPITOLO 2 : Ogni tanto c'e' qualcosa di bello...
Ogni tanto c'e' qualcosa di bello...
nella vita forse...anche se non sembra...
E' difficile vederlo e il piu' delle volte bisogna cercarlo attentamente. E vi assicuro che non e' facile da trovare...
Ma c'e'. l'ho appena scoperto.
certo e' difficile che qualcosa ti cambi la vita o ti faccia smettere di piangere quando vedi il tramonto...o quando vedi persone felici intorno a te...ma un piccolissimo spiraglio di luce ogni tanto fa capolino in mezzo al nero delle nuvole...e ti scalda il cuore.
Ogni tanto c'e' qualcosa di bello...
ogni tanto il cuore batte un pochino piu' forte...e' imperce3ttibile...e' una cosa minuscola...ma non puoi fare a meno di sentirlo. e' come quando avverti una scossa di terremoto...anche se e' lontanissimo lo senti...non puoi negarlo. e il piu' delle volte resti li imbamboato a guardarti intorno...guardi il lampadario, i libri, la tua camera, il tuo piccolo mondo triste che vibra.
cosi e' per il cuore in certi momenti...
lo vedi quasi, lo semnti vibrare e ti ricordi che sei vivo...che non e' tutto brutto e triste e grigio e stanco e iommobile come hai sempre pensato.
Ogni tanto c'e' qualcosa di bello...e per quanto possa durare poco ed essere una cosa sfuggente e liscia e leggera ti riporta a galla. ma anche se e' per poco dici a te stesso che non te ne frega un cazzo di quanto durera'...e che sicuramente finira' presto e poi starai ancora peggio...ma chi se ne frega. io intanto me la godo.
Ogni tanto c'e' qualcosa di bello...
io l'ho scoperto in questi giorni. l'ho scoperto da quando ho deciso di dare un po' di fiducia al genere umano, che ho sempre disprezzato e dal quale ho sempre cercato di prendere le distanze...forse perche' mi sentivo troppo superiore...forse per tutto il contrario.
ho deciso di conoscere gente su myspace. forse e' una cazzata, forse e' solo una perdita di tempo. ma non importa. ogni tanto quando te lo senti devi provare.
e io lho fatto.
ho aggiunto della gente. sfiduciato. triste. annoiato. come sempre
Ogni tanto c'e' qualcosa di bello...
e me l'avete regalato voi.
voi che in questi giorni avete letto i miei pensieri sconclusionati...scritti tutti di getto...senza mai rileggere una sola parola (alucni post non li ho ancora letti a distanza di mesi nonostante li abbia scritti io!!).
voi che in questi giorni mi avete lasciato commenti gentili, di vicinanza, di affinita', di stima...
voi che mi avete regalato un raggio di sole.
voi a cui io spero di averlo regalato, facendovi vedere che nessuno e' solo...e che c'e' sempre gente che ha passato le stesse cose, che prova le stesse cose, che pensa le stesse cose.
ed e' per questo che vale la pena vivere. per tutte le persone che in fondo anche nel profondo degli abissi cercano sempre con lo sguardo quel piccolo pallino giallo che fa filtrare la sua luce e ti scalda anche a milioni di chilometri di distanza. per tutte le persone come me. per tutte le persone che non pensavo esistessero: quelle che mi apprezzano cosi come sono, senza conoscermi di persona. solo leggendo quello che penso. solo apprezzando la sincerita' che cerco di esprimere con queste righe.
Ogni tanto c'e' qualcosa di bello...
ma io ve lo sto rovinando con tutte queste parole forse inutili...ne sarebbe bastata una sola: GRAZIE...
nella vita forse...anche se non sembra...
E' difficile vederlo e il piu' delle volte bisogna cercarlo attentamente. E vi assicuro che non e' facile da trovare...
Ma c'e'. l'ho appena scoperto.
certo e' difficile che qualcosa ti cambi la vita o ti faccia smettere di piangere quando vedi il tramonto...o quando vedi persone felici intorno a te...ma un piccolissimo spiraglio di luce ogni tanto fa capolino in mezzo al nero delle nuvole...e ti scalda il cuore.
Ogni tanto c'e' qualcosa di bello...
ogni tanto il cuore batte un pochino piu' forte...e' imperce3ttibile...e' una cosa minuscola...ma non puoi fare a meno di sentirlo. e' come quando avverti una scossa di terremoto...anche se e' lontanissimo lo senti...non puoi negarlo. e il piu' delle volte resti li imbamboato a guardarti intorno...guardi il lampadario, i libri, la tua camera, il tuo piccolo mondo triste che vibra.
cosi e' per il cuore in certi momenti...
lo vedi quasi, lo semnti vibrare e ti ricordi che sei vivo...che non e' tutto brutto e triste e grigio e stanco e iommobile come hai sempre pensato.
Ogni tanto c'e' qualcosa di bello...e per quanto possa durare poco ed essere una cosa sfuggente e liscia e leggera ti riporta a galla. ma anche se e' per poco dici a te stesso che non te ne frega un cazzo di quanto durera'...e che sicuramente finira' presto e poi starai ancora peggio...ma chi se ne frega. io intanto me la godo.
Ogni tanto c'e' qualcosa di bello...
io l'ho scoperto in questi giorni. l'ho scoperto da quando ho deciso di dare un po' di fiducia al genere umano, che ho sempre disprezzato e dal quale ho sempre cercato di prendere le distanze...forse perche' mi sentivo troppo superiore...forse per tutto il contrario.
ho deciso di conoscere gente su myspace. forse e' una cazzata, forse e' solo una perdita di tempo. ma non importa. ogni tanto quando te lo senti devi provare.
e io lho fatto.
ho aggiunto della gente. sfiduciato. triste. annoiato. come sempre
Ogni tanto c'e' qualcosa di bello...
e me l'avete regalato voi.
voi che in questi giorni avete letto i miei pensieri sconclusionati...scritti tutti di getto...senza mai rileggere una sola parola (alucni post non li ho ancora letti a distanza di mesi nonostante li abbia scritti io!!).
voi che in questi giorni mi avete lasciato commenti gentili, di vicinanza, di affinita', di stima...
voi che mi avete regalato un raggio di sole.
voi a cui io spero di averlo regalato, facendovi vedere che nessuno e' solo...e che c'e' sempre gente che ha passato le stesse cose, che prova le stesse cose, che pensa le stesse cose.
ed e' per questo che vale la pena vivere. per tutte le persone che in fondo anche nel profondo degli abissi cercano sempre con lo sguardo quel piccolo pallino giallo che fa filtrare la sua luce e ti scalda anche a milioni di chilometri di distanza. per tutte le persone come me. per tutte le persone che non pensavo esistessero: quelle che mi apprezzano cosi come sono, senza conoscermi di persona. solo leggendo quello che penso. solo apprezzando la sincerita' che cerco di esprimere con queste righe.
Ogni tanto c'e' qualcosa di bello...
ma io ve lo sto rovinando con tutte queste parole forse inutili...ne sarebbe bastata una sola: GRAZIE...
CAPITOLO 1 : A volte vorrei stare male...
A volte vorrei stare male.
Vorrei stare male davvero. Vorrei avere un cancro, o l'AIDS, o una qualunque di quelle malattie che ti cambiano la vita. O per lo meno quel poco che ne resta.
Vorrei davvero avere un motivo serio e vero per piangere e per sentirmi cosi male come adesso.
Perche' e' consuetudine che avere una malattia del genere e' l'unico motivo per cui la "gente" ti consente di lamentarti. "Ma di che ti lamenti...manco avessi il cancro...o l''AIDS"...beh a volte vorrei averli. Magari tutti e due insieme...cosi non mi rompereste piu' il cazzo.
Potrei lamentarmi e non essere ripreso.
Non capite...quello che le piccole cose significano per me.
Non capite...che una sola parola puo' farmi sentire come se stessi per morire.
Non capite un cazzo di me in realta'.
A volte vorrei stare male.
Vorrei vedere le vostre reazioni.
Di quelli che si fingono amici. Di quelli che dicono sempre di esserti vicini, di volerti aiutare.
A volte vorrei morire.
Ma non morire tanto per dire...perche' e' di moda sentirsi il male dentro.
Vorrei morire. E poter vedere che succede. Vedere davvero che cosa cazzo pensate di me. Ma vorrei vedere le vostre reazioni. Scoprire davvero chi mi e' vicino e chi no.
Scoprire veramente tutto.
A volte ho voglia di stare davvero male...forse perche' spero che farebbe stare male pure voi. Sono invidioso. E cattivo. Non sono una brava persona. E quando vorrei esserlo per qualcuno, tutto si rivela come sempre inutile.
A volte vorrei essere nato povero. Un pezzente di merda. Un barbone.
Per vedere.
Per capire.
Sto cosi male che nemmeno voglio scrivere. Perche' tanto non capite. Non siete all'altezza. Non potete.
Quando ne avro' voglia sistemero' bene questo post.
A volte vorrei davvero stare male. Ma adesso come adesso non riesco a pensare neanche ad un giorno in cui non l'abbia davvero voluto.
"Yea, though I walk through the valley
of the shadow of death, I will fear
no evil: for thou art with me"
"Dio". Unica falsa consolazione della mia vita di merda.
Vorrei stare male davvero. Vorrei avere un cancro, o l'AIDS, o una qualunque di quelle malattie che ti cambiano la vita. O per lo meno quel poco che ne resta.
Vorrei davvero avere un motivo serio e vero per piangere e per sentirmi cosi male come adesso.
Perche' e' consuetudine che avere una malattia del genere e' l'unico motivo per cui la "gente" ti consente di lamentarti. "Ma di che ti lamenti...manco avessi il cancro...o l''AIDS"...beh a volte vorrei averli. Magari tutti e due insieme...cosi non mi rompereste piu' il cazzo.
Potrei lamentarmi e non essere ripreso.
Non capite...quello che le piccole cose significano per me.
Non capite...che una sola parola puo' farmi sentire come se stessi per morire.
Non capite un cazzo di me in realta'.
A volte vorrei stare male.
Vorrei vedere le vostre reazioni.
Di quelli che si fingono amici. Di quelli che dicono sempre di esserti vicini, di volerti aiutare.
A volte vorrei morire.
Ma non morire tanto per dire...perche' e' di moda sentirsi il male dentro.
Vorrei morire. E poter vedere che succede. Vedere davvero che cosa cazzo pensate di me. Ma vorrei vedere le vostre reazioni. Scoprire davvero chi mi e' vicino e chi no.
Scoprire veramente tutto.
A volte ho voglia di stare davvero male...forse perche' spero che farebbe stare male pure voi. Sono invidioso. E cattivo. Non sono una brava persona. E quando vorrei esserlo per qualcuno, tutto si rivela come sempre inutile.
A volte vorrei essere nato povero. Un pezzente di merda. Un barbone.
Per vedere.
Per capire.
Sto cosi male che nemmeno voglio scrivere. Perche' tanto non capite. Non siete all'altezza. Non potete.
Quando ne avro' voglia sistemero' bene questo post.
A volte vorrei davvero stare male. Ma adesso come adesso non riesco a pensare neanche ad un giorno in cui non l'abbia davvero voluto.
"Yea, though I walk through the valley
of the shadow of death, I will fear
no evil: for thou art with me"
"Dio". Unica falsa consolazione della mia vita di merda.
PREFAZIONE
Ho sempre sognato di avere la forza di dirlo...
lo so. sono monotono. scrivo sempre blogging. scrivo sempre depressed. ma non posso farci nulla. sono fatto cosi.
scrivo quando mi va. quando me lo sento. perche' contrariamente a molte persone ritengo che le parole siano importantissime. forse la piu' grande conquista dell'uomo.
ed io soppeso ogni singola parola. ed ogni cosa che dico la sento. nel profondo.
scrivere qui e' molto piu' facile che parlare. almeno per me. qui non arriva la timidezza a portarsi via le cose piu' importanti che senti. persino io riesco ad esprimere quello che ho dentro. non e' facile per me. credetemi...come credo che non sia facile per molti di voi.
Ho sempre sognato di avere la forza di comunicare...
ma non ce l'ho mai avuta. Credo che nessuno in fondo mi conosca davvero per quello che sono. come credo capiti a tutti...
c'e' bisogno di una forza enorme per mettersi a nudo...per tirare fuori la rabbia, la paura, la sensibilita', le lacrime...ed ancora di piu' ce ne vuole per accettare tutto questo
Ci vuole una forza che forse non ho. che forse non ho mai avuto. che forse non avro' mai.
ma adesso per lo meno ho trovato la forza di provarci.
Ho deciso di scrivere tutto quello che sento. quello che penso. perche' siamo tutti soli. e non e' una gran prospettiva...
ma non bisogna combattere per forza la solitudine che proviamo...non e' necessario scendere a banali compromessi...a frequentare gente con cui dobbiamo fingere di essere quello che non siamo per essere accettati...
io lo so. io ho fatto tutto questo e il contrario di tutto.
Ho sempre sognato di avere la forza di raccontarmi...
la mia non e' una vita da raccontare. ma spero di servire a tutti quelli che provano le emozioni che provo io. che non vogliono cambiare.
perche' non serve combattere la solitudine a tutti i costi.
il piu' grande traguardo che possiamo raggiungere e' l'accettare quello che ci succede. perche' in fondo va bene cosi.
in fondo saremo sempre soli...ma anche sapendo che i momenti di felicita' che proveremo nella vita saranno pochissimi, e per di piu' brevi, saranno cosi preziosi che ci accompagneranno per sempre.lo so, e' poca cosa leggere queste parole.
ma vengono dal cuore di una persona come tante altre...che per anni non ha avuto ne la forza ne il coraggio per mettersi in discussione, di confrontarsi con gli altri, con il mondo, con se stessa.
adesso e' questo che voglio fare. cercare di mettere le mie esperienze al servizio degli altri. di coloro che senza conoscermi, e quindi senza pregiudizi, vogliono dedicarmi un po' del loro tempo ogni tanto. perche' spero tanto che leggere queste cose aiutera' qualcuno a sentirsi un po' meno solo...ad accettare quello che capita...quello che la vita riserva...perche' ogni cose che ci capita...anche la piu' brutta...e' una lezione che porteremo sempre con noi. e che ci aiutera' a sconfiggere i pirati.
e si puo' fare. io l'ho fatto. ho voluto dare fiducia al mondo...che ha sempre preteso molto da me. e con cui adesso ho deciso di fare pace. ho deciso di condividere i miei pensieri piu' intimi e profondi con voi. non vi chiedo nulla. spero solo che tutto questo sia utile a qualcuno. che le lacrime che verso ogni volta che mi scopro cosi tanto qui servano a far sentire qualcuno un po' piu' felice.
ho sempre sognato di avere la forza di tentare...
beh...ora lo sto facendo.
scusate ancora per gli sproloqui. ma una prefazione serve ad ogni libro che si rispetti.
Matteo
lo so. sono monotono. scrivo sempre blogging. scrivo sempre depressed. ma non posso farci nulla. sono fatto cosi.
scrivo quando mi va. quando me lo sento. perche' contrariamente a molte persone ritengo che le parole siano importantissime. forse la piu' grande conquista dell'uomo.
ed io soppeso ogni singola parola. ed ogni cosa che dico la sento. nel profondo.
scrivere qui e' molto piu' facile che parlare. almeno per me. qui non arriva la timidezza a portarsi via le cose piu' importanti che senti. persino io riesco ad esprimere quello che ho dentro. non e' facile per me. credetemi...come credo che non sia facile per molti di voi.
Ho sempre sognato di avere la forza di comunicare...
ma non ce l'ho mai avuta. Credo che nessuno in fondo mi conosca davvero per quello che sono. come credo capiti a tutti...
c'e' bisogno di una forza enorme per mettersi a nudo...per tirare fuori la rabbia, la paura, la sensibilita', le lacrime...ed ancora di piu' ce ne vuole per accettare tutto questo
Ci vuole una forza che forse non ho. che forse non ho mai avuto. che forse non avro' mai.
ma adesso per lo meno ho trovato la forza di provarci.
Ho deciso di scrivere tutto quello che sento. quello che penso. perche' siamo tutti soli. e non e' una gran prospettiva...
ma non bisogna combattere per forza la solitudine che proviamo...non e' necessario scendere a banali compromessi...a frequentare gente con cui dobbiamo fingere di essere quello che non siamo per essere accettati...
io lo so. io ho fatto tutto questo e il contrario di tutto.
Ho sempre sognato di avere la forza di raccontarmi...
la mia non e' una vita da raccontare. ma spero di servire a tutti quelli che provano le emozioni che provo io. che non vogliono cambiare.
perche' non serve combattere la solitudine a tutti i costi.
il piu' grande traguardo che possiamo raggiungere e' l'accettare quello che ci succede. perche' in fondo va bene cosi.
in fondo saremo sempre soli...ma anche sapendo che i momenti di felicita' che proveremo nella vita saranno pochissimi, e per di piu' brevi, saranno cosi preziosi che ci accompagneranno per sempre.lo so, e' poca cosa leggere queste parole.
ma vengono dal cuore di una persona come tante altre...che per anni non ha avuto ne la forza ne il coraggio per mettersi in discussione, di confrontarsi con gli altri, con il mondo, con se stessa.
adesso e' questo che voglio fare. cercare di mettere le mie esperienze al servizio degli altri. di coloro che senza conoscermi, e quindi senza pregiudizi, vogliono dedicarmi un po' del loro tempo ogni tanto. perche' spero tanto che leggere queste cose aiutera' qualcuno a sentirsi un po' meno solo...ad accettare quello che capita...quello che la vita riserva...perche' ogni cose che ci capita...anche la piu' brutta...e' una lezione che porteremo sempre con noi. e che ci aiutera' a sconfiggere i pirati.
e si puo' fare. io l'ho fatto. ho voluto dare fiducia al mondo...che ha sempre preteso molto da me. e con cui adesso ho deciso di fare pace. ho deciso di condividere i miei pensieri piu' intimi e profondi con voi. non vi chiedo nulla. spero solo che tutto questo sia utile a qualcuno. che le lacrime che verso ogni volta che mi scopro cosi tanto qui servano a far sentire qualcuno un po' piu' felice.
ho sempre sognato di avere la forza di tentare...
beh...ora lo sto facendo.
scusate ancora per gli sproloqui. ma una prefazione serve ad ogni libro che si rispetti.
Matteo
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