martedì 6 marzo 2007

CAPITOLO 3 : I pirati di Monkey Island...

Quando ero piccolo sognavo di diventare grande.
Ma non avevo paura...Osservavo incuriosito le formiche camminare cosi ordinatamente in fila e cercavo di afferrare le nuvole con le mani...
Non ero impaurito...cosa puo' avere da temere un bambino avvolto da quello scudo impenetrabile di amore che lo circonda...
Ma questo non vuol dire che non provavo dolore o sofferenza o angoscia...
Non ne ho memoria...non potrei averne...ma lo sento. Sento di aver provato tutto questo.
Perche' la sofferenza piu' grande che un bambino puo' provare e' che gli voli via il suo palloncino preferito.

Quando ero piccolo sognavo di diventare grande.
E guardavo le mie macchinine, i miei palloncini, i miei soldatini con gli occhi lucidi, pieni di gioia di vivere. Perche' quando ero piccolo vivere era la cosa piu' bella del mondo.
Piano piano pero' sono cresciuto. Ed ho cominciato a provare paura. Paura di non capire. Di nient'altro. Solo di non capire.
Di non capire cosa mi succedeva, quello che accadeva intorno a me.
Ho cominciato a provare l'angoscia per l'ignoto. Angoscia per non capire cosa realmente significasse diventare grande. Andare incontro a responsabilita' che non volevo, che non avevo chiesto.
Ho provato paura perche' non avevo le risposte alle domande che mi facevo. Non che adesso le abbia...ma quando sei piccolo e' dutto diverso. Ti aspetti sempre che qualcuno si occupi di tutto quello che ti riguarda...e poi...e poi non e' piu' cosi. piano piano. come un ghiacciao che si muove. piano. ma inesorabile. cosi passa il tempo. e come se fosse un pittore ti cambia i colori. ridisegna tutto quello che hai sempre conosciuto, giorno dopo giorno...e tu non riconosci piu' il tuo bel quadro. quello dentro cui hai vissuto fino a quel giorno. quel quadro che giorno dopo giorno cambia lasciando solo uno sbiadito ricordo di lin ee una volta familiari.
E smetti di piangere perche' il tuo palloncino vola via...ma piangi perche' pensi che tutto il resto volera' via. e rimarrai solo. senza palloncini.

Quando ero piccolo sognavo di diventare grande.
Poi sono cresciuto un po' alla volta. ed il pittore pazzo ha continuato ha cambiare i colori del mio quadro, ma io ho cominciato piano piano a comprenderne l'arte. a convivere con la paura di vedere nuove linee, nuove forme, nuovi colori prendere vita e circondarmi. Parlare. Capire. Confrontarmi. Questa e' stata l'arma che mi ha aiutato a tenere un po' piu' lontano l'uomo nero, la paura del buio, la solitudine e l'angoscia di pomeriggi passati a casa a fissare la finestra. mentre fuori il mondo andava avnti, fiero e pieno di risposte che mi celava dietro ogni forma. Questo e' stao quello che mi ha risolllevato quando il non avere risposte sembrava il piu' grande dilemma della mia vita. Ed' e' questa la meraviglia della vita. Da piccolo ogni "frase" non ha una risposta. Il tuo campionario di risposte alla vita e' cosi limitato che non sai mai cosa devi fare. Ma piano piano la tua esperienza si accresce. per ogni piccola e insignificante cosa che fai. che impari. che vedi. che annusi. le formiche, le nuvole, i giochi, le cadute, il dolore, la paura di riprovarlo, l'angoscia, l'amore...ti arricchiscono ogni giorno e piano piano cominci a capire che ci sono le risposte alla vita. che i pirati quando ti aggrediscono possono essere respinti...che hai le armmi per rispondere alle loro provocazioni. E che le lezioni che impari ti serviranno per sempre.
E il palloncino continua a volare. ma tu sai cosa devi fare...comprarne un altro.

Quando ero piccolo sognavo di diventare grande.
Adesso lo sono diventato. Perlomeno di eta'. Ho acquisito molta esperienza. E oggi l'uomo nero non mi fa piu' paura...e nemmeno il pittore...adesso amo il vedere le linee e i colori che cambiano davanti ai miei occhi...e resto meravigliato e con gli occhi lucidi ad osservare le formiche e le mie lacrime sulla tastiera...
e se c'e' una lezione che ho imparato e' che adesso posso decidere senza paura di lasciar andare il palloncino...

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